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Naxos

Naxos è il nome di un’isola, la principale delle Cicladi. In virtù della sua importanza nella mitologia greca, ha dato il nome a Naxos Records, la mia preferita tra le etichette discografiche di musica classica.

A differenza dei grandi colossi del settore come Deutsche Grammophon, EMI , Decca, Columbia, Naxos è totalmente indipendente ed ha il suo proprio circuito di distribuzione.

E ancora a differenza della maggior parte delle concorrenti, è una delle poche a evitare l’effetto dinosauro delle ristampe, proponendo sempre nuove incisioni e mantenendo vivo il genere.

Quando voglio sentire un disco di musica classica, vado a vedere la lista delle loro ultime uscite sul sito ufficiale.

La compagnia è stata fondata nel 1987 da Klaus Heymann, un tedesco emigrato a Hong Kong. Nato nel 1936 a Francoforte, ha studiato inglese e lingue romanze mentre si pagava gli studi facendo il maestro di tennis.

Prima e dopo il trasferimento a Hong Kong si è inventato lavori in vari ambiti, fino alla Hong Kong Philarmonic Orchestra dove ha anche conosciuto sua moglie. Naxos è nata con il proposito di vendere dischi a basso prezzo, dando l’opportunità di inciderli a giovani artisti poco conosciuti. Il catalogo è velocemente cresciuto, andando a riempire zone inusuali del repertorio classico.

È stata la prima del settore a mettere tutto online, fin dal 1996.

Nel 2013, NPR ha dedicato a Naxos questo documentario.

Per essere aggiornato sulla musica classica in generale, faccio riferimento a Presto Classical da cui si raggiungono i siti web delle principali case discografiche (per esempio Chandos).

Per segnalazioni più estemporanee c’è l’attivissimo blog Music Is The Key che ogni giorno segnala due o tre o più dischi nuovi.

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