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Insostenibile leggerezza dell’essere in quarantena

Di imbecilli è piena la storia dell’umanità, e proprio di essi parla Milan Kundera nella parte quinta de L’insostenibile leggerezza dell’essere: «Chi pensa che i regimi comunisti dell’Europa Centrale siano esclusivamente opera di criminali, si lascia sfuggire una verità fondamentale: i regimi criminali non furono creati da criminali, ma da entusiasti, convinti di avere scoperto l’unica strada per il Paradiso. Essi difesero con coraggio quella strada, giustiziando per questo molte persone. In seguito fu chiaro che il Paradiso non esisteva, e che gli entusiasti erano quindi degli assassini».

Milan Kundera ha ambientato il suo libro più famoso esattamente 50 anni fa, nel 1968, l’ha scritto nel 1982 e pubblicato nel 1984.

Da piccolo ho sentito molto parlare di questo libro, del suo successo nazionalpopolare, ma senza mai avere la voglia di leggerlo. Lo vedevo anzi con diffidenza: del resto, accompagnava l’era del riflusso, il decennio di Reagan e della Thatcher, ed era opera di uno che nel 1975 era fuggito dalla Cecoslovacchia comunista.

Mi ricordo ancora Venditti che trasformava il titolo del libro in una delle sue canzoni più assurde, dove sopra sintetizzatori e drum machine ultrapop cantava «Milan Kundera! Milan Kundera!» e rimproverava un amico di non leggere Repubblica. Poi alla fine declamava queste parole: «La mia Africa… Nove settimane e mezzo… Con la stessa donna… nella stessa sera…». Venditti, vallo a capire. E ancora mi ricordo di avere visto il film, ma solo per Juliette Binoche.

Ora che finalmente lo sto ascoltando nell’audiolibro letto da Fabrizio Bentivoglio, sono attratto dalla densità delle riflessioni filosofiche che pervadono il romanzo: a volte le divagazioni nei romanzi mi danno fastidio, ma forse queste non sono divagazioni, forse al contrario sono i frammenti della storia raccontata che divagano dentro un saggio di filosofia incentrato soprattutto sulla dicotomia leggero / pesante.

Un’analisi del libro si trova su L’indiependente, e un’altra su Weschool.

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