Ma Adesso Cambiamo Argomento

e parliamo di...



HTML

Spesso penso che una persona con le mie caratteristiche sarebbe potuta facilmente diventare un nerd. Uno di quelli che sanno smanettare con il codice informatico, e di professione magari fanno i designer per il web come molti amici che ho frequentato: persone creative ma al tempo stesso totalmente attuali.

Per un certo periodo l’ho anche fatto, e ho realizzato due o tre siti web. Mi sono documentato.

Quando ero piccolo, e mio padre mi aveva regalato un Commodore 128, il linguaggio che si usava si chiamava Basic e mi sembrava inaccessibile. Era in mano a un gruppo di iniziati con il quale non c’era modo di venire a contatto. Così rinunciai subito. Ma un giorno vidi papà con in mano il manuale del computer, che pagina dopo pagina, senza fretta, studiava i principi del codice. E questo era già sufficiente per iniziare a utilizzarlo.

Osservare la semplicità di quel gesto, studiare per agire, ebbe un impatto talmente forte da plasmare la mia attitudine alla conoscenza. Per molto tempo ho vissuto nella certezza che bastasse mettersi con pazienza a studiare qualcosa per impadronirsene, per entrare nella casta degli iniziati di qualsiasi cosa tu voglia.

In generale credo sia ancora così, anche se la mia esperienza adulta con il codice informatico mi ha posto di fronte limiti quasi invalicabili. Può un umanista, come sono diventato io, imparare davvero a smanettare con il codice e disegnarsi su misura lo stile dei propri siti web? Forse potrebbe, se decidesse di dedicarci tanto tempo. Io per un po’ di anni ci ho provato, mi sono documentato, ma la proporzione tra la fatica impiegata e i risultati era scoraggiante.

Così ho rinunciato, e ogni volta che vedo un vero nerd all’opera, ho la sensazione che non potrei mai essere come lui: è come se non conoscesse solo delle procedure, ma una vera e propria lingua che a me non dice nulla: quella lingua gli consente di comunicare con la macchina e ottenere dei risultati. In questo senso è molto appropriato il nome di “linguaggi” dato ai vari codici. Imparare quei linguaggi effettivamente sembra poter aprire meravigliosi nuovi orizzonti, esattamente come imparare una lingua straniera.

E come una lingua straniera, è possibile, ma richiede un impegno enorme di fatica, frustrazione, tempo e soldi.

Oggi che ho vari microblog attivi sulla piattaforma di Tumblr, ogni tanto cerco di renderli più carini, più simili esteticamente a come li vorrei. E quando lo faccio mi sento molto vicino al livello di un principiante assoluto, come se in tutti questi anni non avessi imparato nulla.

In realtà non ho imparato quasi nulla, ma questo non è un motivo per mollare: devo lavorare su questo quasi, perché nel mio rapporto con la macchina è tutto quello che ho.

Per fortuna si possono usare molti stili prefabbricati gratuiti, e poi, con prove ed errori, provare a modificarli. Per esempio c’è il bizzarro macOS Sierra Theme che presenta gli articoli come se fossero ognuno una diversa finestra del sistema operativo. In generale però mi piacciono quelli che visualizzano tanti post affiancati l’uno all’altro, in piccoli riquadri, così che il tuo microblog si presenta come un mosaico o una bacheca di post-it.

Il mio preferito si chiama Minimalism.

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