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Glamping

Quest’estate ho passato un fine settimana in un parco ecologico sul fiume Panaro, in provincia di Modena, chiamato OZ BEACH (come La spiaggia di Oz).

Il bello è che la notte gli ospiti dormono in vari tipi di tenda, nel nostro caso questa molto grande. C’è uno dei residenti che sta in una tenda indiana, e presto dovrebbero costruire una yurta.

È un tipo di vacanza definita glamping, cioè campeggio glamour.

Sono sempre stato affascinato dalle abitazioni alternative, a partire dalle case di legno che in passato erano tipiche di paesi come la Norvegia e il Giappone, e poi sono state gradualmente abbandonate per il pericolo di incendi.

Prima o poi vorrei dormire in una casa sugli alberi, come molti di noi sognavano da piccoli. Il barone rampante di Calvino ha raccontato la casa sull’albero come archetipo della fuga, rifugio nella madre terra dai litigi con una famiglia che non ci capisce; ma più in generale, rifugio dalle aberrazioni della città e di una società troppo complessa per accogliere i nostri bisogni. Oggi le case sospese sono le nuove mete di un turismo di lusso ma immerso nella natura, dormire e abitare sollevati da terra, alla stessa altezza dei rami e delle foglie, distanti dall’impegno e per una volta veramente leggeri.

In provincia di Pordenone sulle Dolomiti friulane è nato il Tree Village, un intero villaggio che offre le suite sull’albero. Molte treehouse si trovano invece su Airbnb, per esempio ce n’è una trasparente a Firenze e un’altra più rurale nel Monferrato. Negli USA e in Australia c’è l’Association Of Nature Forest Therapy che guida i visitatori nella pratica giapponese dello Shirin-yoku, il bagno nella foresta, o “l’immergersi nei boschi” di cui parla anche un libro di Qing Li edito in Italia da Rizzoli. Ci sono bioricercatori che hanno confermato gli effetti chimici benefici del contatto con gli alberi per la nostra salute, dovuti a molecole volatili diffuse nelle foglie e chiamate monoterpeni. Si parla anche di Bioenergetic Landscape, cioè una mappatura che si può fare della presenza e la qualità dei campi elettromagnetici emessi dagli alberi. Questa consapevolezza ha consentito di mettere a punto gli anelli di forest bathing nell’Oasi Zegna, e nel bosco di Fai della Paganella.

Poi ci sono progetti come il Tree tents trekking delle guide di ForestAlp, legate alla rinascita del territorio. Invece il Road Alert Group, un gruppo di attivisti inglesi, ha sistemato tende sospese tra gli alberi dei Monti Sibillini e dell’Appennino, per riattivare il turismo consapevole nelle zone colpite dal terremoto. Un campeggio itinerante che non lascia nessuna impronta ambientale. Inoltre risveglia il nostro rapporto ancestrale, ma sopito, con la wilderness.

Di tutto questo fenomeno ecoturistico parla il rapporto Gli italiani, il Turismo Sostenibile e l’Ecoturismo pubblicato nel settembre 2018 da Fondazione Univerde e IPR Marketing.

Un’altra costruzione che ci vedo bene, per il glamping, è la cupola geodetica, cioè la forma architettonica più vicina a una sfera che si possa ottenere con materiali non sferici:

Il sito dedicato alle cupole geodetiche, oltre a molte immagini come questa e spiegazioni, cita una frase di Keplero: «L’Onnisciente ha creato il mondo delle grandezze il cui essere unitario è racchiuso nella differenza fra la linea retta e la linea curva». Esiste ovviamente anche un kit per farsela da soli.

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