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Den Gamle By

La cultura della Danimarca è in generale molto legata a quella della Germania. Questo vale anche per la canzone tradizionale danese, la cui origine può essere ricondotta a influenze esterne e soprattutto a quella tedesca (in particolare quella di J.P.A. Schultz, vissuto tra il 1747 e il 1800).

La rinascita di questa canzone nazionale danese è avvenuta nel corso del XX secolo, per opera di autori come Carl Nielsen e i suoi allievi Oluf Ring, Thorvald Aagaard, Otto Mortensen.

Testimonianza di questo piccolo fenomeno culturale si trova in un nuovo disco di musiche corali pubblicato da Naxos il 20 luglio 2018, che si intitola Forar Og Sommer I Den Gamle By.

Nella raccolta, oltre a diversi brani di Nielsen e degli allievi già citati, compaiono vari altri musicisti danesi vissuti tra la seconda metà dell’800 e i giorni nostri.

19 canzoni in tutto, che hanno fatto da sfondo alla vita vissuta in passato nelle vie del centro storico.

Il significato del titolo infatti è La primavera e l’estate nella Città Vecchia. E teniamo conto che “Città Vecchia”, come mi ha fatto notare Alessia, non è una espressione generica Si chiama proprio Den Gamle By ed è un’attrazione turistica di Aarhus: come in un viaggio indietro nel tempo, il visitatore si ritrova in questo ambiente perfettamente ricostruito dell’antica Danimarca, suddiviso in varie epoche. La parte più antica è ambientata a prima del 1900, in una cittadina mercantile, completa con case, giardini, negozi, laboratori. Le persone che vi si incontrano sono figuranti vestiti come all’epoca.

Più moderna è la parte ambientata nel 1927, che si è arricchita di strade, automobili, asfalto, lampioni, annunci pubblicitari murali e telefoni pubblici.

Ancora più recente il quartiere degli anni 70, con parrucchieri, cliniche ginecologiche, supermercati, minimarket, asili pubblici e radio private. Oltre alle famiglie tradizionali, c’è una comune. Le automobili sono il Maggiolino e la Citroen.

Aarhus è la seconda città della Danimarca, situata nella regione dello Jutland Centrale. È stata capitale europea della cultura nel 2017 (insieme a Paphos, Cipro).

Da quanto mi ha raccontato Alessia, a Den Gamle By tutto è perfetto e assolutamente finto. Una città immaginaria.

Questo mi ricorda varie cose: l’Italia in Miniatura dove andavo da piccolo a Viserba di Rimini, e gli altri parchi di divertimenti nati per ricostruire un ambiente del passato (il Far West per esempio).

La Betlemme in miniatura, comunemente chiamata “presepe”.

Le città che costruivo io con i Lego.

L’idea borgesiana di una mappa grande quanto la realtà.

Il set di un film o una serie tv ambientata nel passato. O in cui i personaggi viaggiano nel tempo.

Via Fondazza a Bologna, che è un luogo reale e attuale, ma talmente perfetto con la sua serie di botteghe tradizionali da sembrare costruito a tavolino.

I giochi sul modello di Dungeons & Dragons (“Segrete e Draghi”), che prevedono ampie e dettagliate rievocazioni storiche. Nell’agosto 2018, una puntata di Wikiradio su Radio3 Rai raccontava proprio la nascita e l’importanza di Dungeons & Dragons per il mondo dei giochi.

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